Contributi certificazione sistemi di gestione Provincia di Pisa

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO DEL 50% PROVINCIA DI PISA

Le aziende della provincia di Pisa possono ottenere un CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PARI AL 50% DELLE SPESE PER ATTESTAZIONE SOA E CERTIFICAZIONI (ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001.). 

La nostra società può svolgere la consulenza sui sistemi di gestione e/o la presentazione della domanda.

Il bando è aperto fino ad esaurimento dei fondi.Importante essere tempestivi!

Chiama al 335-7118923 per maggiori informazioni. Referente Paolo Polverosi

DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14 Crisi d’impresa

Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155. (19G00007) (GU Serie Generale n.38 del 14-02-2019 – Suppl. Ordinario n. 6)

Entrata in vigore del provvedimento: 15/08/2020

In accordo alla nuova normativa l’imprenditore   collettivo  deve adottare   un  assetto organizzativo adeguato ai sensi dell’articolo 2086 del codice civile, ai  fini  della tempestiva  rilevazione  dello stato  di  crisi  e dell’assunzione di idonee iniziative. 

I segnali di crisi devono essere rilevati da professionista indipendente in grado di dialogare con la Direzione aziendale per individuare i veri segnali di crisi d’impresa:

  • In riferimento ai cash flow attuali e prospettici,
  • Alla valutazione anche delle obbligazioni non ancora assunte, ma prevedibili in base alla programmazione aziendale o derivanti dal normale corso di attività. 

Occorre quindi analisi con un approccio in ottica prospettica e di programmazione.

In pratica solo una pianificazione a medio termine, può rilevare efficacemente non solo il probabile insorgere o aggravamento di uno stato di crisi, ma consentire agli organi della governance di progettare e pianificare tempestive misure correttive o confermarne la definitività, risolvendo, in quest’ultimo caso, in modo meno traumatico le conseguenze dell’interruzione della continuità aziendale.

Occorre quindi introdurre una logica di programmazione previsionale, spesso assente o carente, soprattutto, nelle entità di minori dimensioni e tipicamente nelle PMI; è comunque richiesta:

  • la costruzione di budget previsionali e piani pluriennali rigorosi, basati su asserzioni e ipotesi ragionevoli e verificabili, in primis su base tendenziale (inerziale) e poi con ragionevoli e verificabili azioni correttive (base), a prescindere da ipotesi di complesse e/o radicali azioni industriali di riconversione, inevitabilmente opinabili e di difficile verificabilità, soprattutto quando non sostenute da idonee professionalità esterne all’azienda (cui si potrà ricorrere, in un secondo momento, per l’impostazione di radicali azioni correttive, anche nell’ambito degli istituti di composizione della crisi, se necessario);
  • piani previsionali accompagnati da un’accurata individuazione di scenari alternativi, c.d. analisi di stress, che unitamente con l’ipotesi di base, tengano in considerazione analisi previsionali associate ad una possibile evoluzione peggiorativa delle principali variabili macroeconomiche di settore (per esempio un repentino e inatteso aumento del costo delle materie prime o commodities per le aziende industriali che ne fanno largo uso, del costo dell’energia in alcuni settori ad alto consumo, dei tassi d’interesse per aziende fortemente indebitate). Ipotesi di stress che devono essere plausibili anche se solo possibili con ridotte probabilità di accadimento.

Tutto questo richiede:

  • Attività di due-diligence e analisi finalizzata ad evidenziare eventuali anomalie ed eventi pregiudizievoli nella gestione della tesoreria aziendale e nella struttura degli affidamenti attraverso un’analitica disamina di tutte le componenti della PFN e del CCO.
  • Attività di analisi storica e prospettica dei bilanci e delle situazioni contabili finalizzate alla puntuale ricostruzione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale e del relativo score statistico sulla capacità di generare un adeguato flusso di cassa e sostenibilità finanziaria.

Per fare questo occorre la collaborazione di un team di consulenti di Organizzazione e Direzione in affiancamento al commercialista/revisore legale aziendale e all’Organo di vigilanza 231.

Per maggiori informazioni e per prepararsi alla nuova normativa polverosi@sigmasei.it

Governance 231 e SGSL Inail

In corso implementazione di Modello di Governance (organizzazione e controllo) “231” integrato con Linee guida SGSL sicurezza sul lavoro.

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300” ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità in sede penale degli enti, che si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito.

La legge prevede l’onere in capo agli enti di adeguare i propri modelli di organizzazione, gestione e controllo ai principi di prevenzione dei reati indicati dal legislatore. L’azione di adeguamento è facoltativa e non obbligatoria: tuttavia la mancata adozione del modello espone l’ente alla responsabilità per gli illeciti realizzati da amministratori e dipendenti.

Tra le sanzioni più gravi in cui può incorrere la società che non ha adottato il modello vi sono: l’interdizione dall’esercizio dell’attività; l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione; la sospensione o la revoca delle autorizzazioni licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito, ecc.

Integrato con il sistema di gestione della sicurezza permette alle aziende un presidio interno ancora più accurato della sicurezza sul lavoro grazie alla presenza dell’Organismo di Vigilanza e del sistema di protocolli e del sistema sanzionatorio interno.

I vantaggi di un sistema organizzativo e gestionale integrato in una PMI

I vantaggi dell’integrazione di un sistema organizzativo e gestionale unico sono molteplici. Qui di seguito cosa manca ai singoli sistemi.Ad ogni mancanza corrisponde un costo aziendale (diretto monetario/sanzionatorio o indiretto organizzativo).

Cosa manca alla 231:

1.     Politica

2.     Pianificazione del miglioramento continuo

3.     Riesame come “guida” della gestione aziendale, 

4.     Audit esterni e il sistema delle non conformità

5.     Azioni correttive come strumento di monitoraggio

6.     Scarso radicamento sugli specifici aspetti operativi aziendali


Cosa manca ai sistemi ISO qualità-ambiente-sicurezza-etica

1.     valutazione e gestione del rischio reati presupposto e relativi sanzioni, 

2.     meccanismi di budgeting e rendicontazione delle risorse finanziarie legate agli investimenti

3.     i sistemi di incentivi e disciplinari mirati a modificare i comportamenti, i rapporti con l’Organismo di vigilanza.

4.     Organismo di vigilanza

5.     Codice etico

6.     Prescrizioni legali e altre prescrizioni (solo risorse materiali/immateriali e requisiti cogenti prodotto) solo nella misura che impattano sullo scopo certificazione.

Cosa manca alla privacy

1.     Politica

2.     valutazione e gestione del rischio reati presupposto e relativi sanzioni, 

3.     i processi decisionali, i meccanismi di budgetting e rendicontazione delle risorse finanziarie legate agli investimenti, 

4.     i sistemi di incentivi e disciplinari mirati a modificare i comportamenti, i rapporti con l’Organismo di vigilanza.

5.     Riesame,Codice etico, Organismo di vigilanza,Audit esterni e il sistema delle non conformità
6.     Prescrizioni legali e altre prescrizioni solo nella misura che impattano sullo scopo GDPR

Mappatura processi

La mappatura dei processi nella mia operatività come consulente di sistemi di gestione avviene tramite questa metodologia:

Individuo i processi aziendali

  • con check-list standard di settore
  • con analisi delle attività e dei ruoli dei manager e prassi operative
  • con analisi della catena del valore mai richiesto dai clienti

Individuo il target della mappatura

  • con approccio dei processi chiave
  • con approccio basato sull’analisi dei problemi mai richiesto dai clienti

Raccolgo le informazioni sui processi

  • individuo chi possiede l’informazione
  • incrocio le informazioni funzionali
  • verifico se l’informazione è incompleta, incoerente (gap analysis)
  • verifico ciò che mi viene raccontato vs. ciò che avviene nella realtà

Costruisco i modelli dei processi 

  • Per meimportante che siano corretti e  di immediata interpretazione  funzionale agli obiettiviQuindi tecniche di rappresentazione generale dei processiin cui siano almeno mappati: Macroprocesso •Processi • Input/Output • Fasi• Attività •Procedure operative
  • Non  uso diagrammi di rappresentazione dei flussi di lavoroquali Diagrammi ad albero,Pert, Diagrammi di GANTT. 
  • Non uso tecniche di rappresentazione dei flussi informativi quali Data Flow Diagram,Operation process chart,  Flow process chart, ho clienti PMI, semplici.

Valido i modelli

  • Confronto il modello con la realtà aziendale
  • Discuto dei modelli con le persone chiave intervistate
  • Costruisco le procedure e istruzioni, solo se richieste dalla norma di riferimento.

Bando per il sostegno dei progetti promozionali a favore dell’artigianato Emilia Romagna


L.R. n. 1/2010 art. 13 – Contributi a favore delle associazioni e fondazioni dell’artigianato

Obiettivi

Con il bando approvato con delibera n. 2136 del 10 dicembre 2018, la Regione intende dare attuazione a quanto previsto dall’Art.13 della legge regionale n.1 del 2010, sostenendo i progetti promozionali di particolare interesse per la salvaguardia e la promozione delle attività e della cultura artigiane, con particolare riferimento allo sviluppo dell’associazionismo economico e in coerenza con quanto previsto dall’art. 10 della medesima L.R. 1/2010.

Soggetti beneficiari

Le associazioni dell’artigianato maggiormente rappresentative a livello regionale e le fondazioni e associazioni giuridicamente riconosciute aventi fra i propri scopi la promozione dell’artigianato e la sede legale nell’Emilia-Romagna.

Tipologia e misura del contributo

Contributi a fondo perduto da un minimo del 50% ad un massimo del 70% delle spese ammissibili. I contributi di cui al presente bando non si configurano come aiuti di stato ai sensi della normativa comunitaria.

Spese ammissibili

  • acquisto ed elaborazioni di banche dati; 
  • consulenze e/o acquisizione servizi specialistici purché strettamente correlati al progetto; 
  • spese legate all’organizzazione di eventi; 
  • spese per diffusione risultati, per produzione di materiale divulgativo, promozionale e pubblicitario; 
  • costo personale interno nella misura massima del 25% della somma delle voci di spesa precedenti.

Presentazione della domanda

Le domande di contributo dovranno essere compilate ed inviate esclusivamente tramite pec all’indirizzo: industriapmi@postacert.regione.emilia-romagna.it entro e non oltre le ore 13.00 del 15 Febbraio 2019

Legge di Bilancio 2019: le novità per finanziare le imprese

Una breve sintesi delle novità per il 2019 di finanza agevolata per le PMI.

Rifinanziamento della Sabatini ter e dei contratti di sviluppo.

Proroga e rimodulazione dell’iperammortamento e del bonus formazione 4.0.

Conferma per tutto il 2019 dell’ecobonus per gli interventi sulle singole unità immobiliari e della detrazione IRPEF al 50% per le ristrutturazioni edilizie, del bonus mobili e del bonus verde.

Modifica della disciplina del credito di imposta ricerca e sviluppo e della misura di sostegno Resto al Sud. Istituito anche un contributo a fondo perduto per l’acquisizione di consulenze specialistiche finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Impresa 4.0.

Sono alcuni dei più importanti interventi agevolativi contenuti nella legge di Bilancio 2019.Via libera alla legge di Bilancio 2019.In materia di agevolazioni, tra le principali novità si rilevano la proroga, con rimodulazione delle aliquote agevolative, dell’iperammortamento e del bonus formazione 4.0.

Previsto inoltre il rafforzamento, per il solo 2019, degli incentivi fiscali concessi agli investitori in start-up innovative.

Ritoccata anche la disciplina del credito d’imposta ricerca e sviluppo e della misura di sostegno Resto al Sud.

Confermati inoltre i bonus edilizi: per tutto il 2019 sarà possibile continuare ad usufruire dell’ecobonus per gli interventi sulle singole unità immobiliari, della detrazione IRPEF al 50% per le ristrutturazioni edilizie, del bonus mobili e del bonus verde.

Tra le misure contenute nella legge di Bilancio 2019 figura un nuovo incentivo a favore delle imprese di minori dimensioni che intendono investire in innovazione e tecnologie digitali.Introdotti anche diversi crediti di imposta, tra cui uno a favore delle edicole ed uno per le imprese che acquistano prodotti riciclati o imballaggi compostabili o riciclati.

Iperammortamento

La legge di Bilancio 2019 conferma l’iperammortamento per tutto il 2019, modulando però il beneficio a seconda dell’importo degli investimenti effettuati, al fine di favorire le piccole e medie imprese.Per effetto della proroga, l’agevolazione è applicabile anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale secondo il modello Industria 4.0, ricompresi nell’Allegato A annesso alla legge di bilancio 2017, destinati a strutture produttive situate in Italia effettuati entro il 31 dicembre 2019 o entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.Con riferimento alla misura dell’agevolazione, secondo la nuova disciplina dettata dalla legge di Bilancio 2019, per gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2019, l’iperammortamento è pari a:- 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;- 100% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;- 50% per gli investimenti oltre i 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.Nessuna maggiorazione, invece, compete per gli investimenti eccedenti i 20 milioni di euro.Oltre alla proroga dell’iperammortamento, la legge di Bilancio prevede l’estensione dell’ambito temporale di applicazione anche del superammortamento per i beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0, ricompresi nell’Allegato B della legge di Bilancio 2017, integrato dalla legge di Bilancio 2018.In particolare, tale maggiorazione spetta, nella misura del 40%, alle imprese che usufruiscono dell’iperammortamento con riferimento gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019 ovvero fino al 31 dicembre 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.Con una norma di carattere interpretativo, viene precisato che sono ammissibili al superammortamento anche i costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso, mediante soluzioni di cloud computing, ai beni immateriali di cui all’Allegato B della legge di Bilancio 2017, limitatamente alla quota del canone di competenza del singolo periodo di imposta di vigenza della disciplina agevolativa.Leggi ancheIperammortamento: la legge di Bilancio 2019 aumenta la maggiorazione per gli investimenti

Bonus formazione 4.0

Un anno in più anche per il bonus formazione 4.0, ossia il credito di imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale industria 4.0, di cui all’art. 1, commi da 46 a 55, della legge di Bilancio 2018.Con la legge di Bilancio 2019, infatti, si estende l’applicazione dell’incentivo alle spese di formazione sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (quindi, nell’anno 2019 per le imprese con periodo di imposta coincidente con l’anno solare).Rispetto alla disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2018, viene introdotta una differenziazione dell’agevolazione in funzione della dimensione dell’impresa.Pertanto, nella nuova versione del beneficio, nel 2019, il credito di imposta compete nella misura del:- 50% delle spese ammissibili, per le piccole imprese;- 40% delle spese ammissibili, per le medie imprese;- 30% delle spese ammissibili, per le grandi imprese.Leggi ancheBonus formazione 4.0: per la legge di Bilancio rilevano le dimensioni dell’impresaCambia anche l’importo massimo che ciascuna impresa può beneficiare. In particolare, nel 2019, il bonus spetta nel limite massimo annuale di:- 300.000 euro nel caso di piccole e medie imprese;- 200.000 euro nel caso di grandi imprese come individuate ai sensi dell’allegato I al regolamento (UE) n. 651/2014.Ai fini dell’attuazione del beneficio nel 2019, per espressa previsione normativa, sono applicabili le vigenti disposizioni contenute nel decreto del Ministro dello sviluppo economico del 4 maggio 2018. 

Modifiche alla disciplina del credito imposta R&S

Vengono apportate significative modifiche alla disciplina del credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo di cui all’art. 3, D.L. n. 145/2013 (come sostituito dall’art. 1, comma 35, della legge di Stabilità 2015), che resterà in vigore fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020.Tra le principali, si segnalano le seguenti:- la rimodulazione delle intensità del beneficio in ragione della tipologia delle spese ammissibili, che ritorna alla doppia aliquota del 25% e del 50%. In particolare, la percentuale del 50% è applicabile, nel caso di attività di ricerca e sviluppo organizzate internamente all’impresa, solo per le spese del personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in tali attività di ricerca e, nel caso di attività di ricerca e sviluppo commissionate a terzi, solo per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca nonché con start-up e PMI innovative indipendenti. Per tutte le altre spese, la percentuale scende al 25%;- viene disposta la differenziazione nell’ambito delle spese di personale tra il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, e personale titolare di altri rapporti di lavoro diversi dal lavoro subordinato (lavoratori autonomi, collaboratori, ecc.);- viene ritoccata anche la categoria delle spese relative alla ricerca commissionata che viene distinta tra quella affidata a Università, enti e organismi equiparati nonché a imprese rientranti nella definizione di start-up e PMI innovative e quella affidata ad altri soggetti;- l’inclusione tra le spese agevolabili dei costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. Tali spese possono essere escluse dal calcolo del credito di imposta nel caso in cui l’inclusione del costo dei beni previsti tra le spese ammissibili comporti una riduzione dell’eccedenza agevolabile;- la previsione di una nuova modalità di calcolo. In particolare, a partire dal 2019, il credito di imposta si applica nella misura del 50% sulla parte dell’eccedenza di spese in ricerca e sviluppo rispetto alla media del triennio 2012-2014, proporzionalmente riferibile alle spese per il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in tali attività di ricerca e per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca nonché con start-up e PMI innovative indipendenti, rispetto alle spese ammissibili complessivamente sostenute nello stesso periodo d’imposta agevolabile; per la parte residua, si applica l’aliquota del 25%;- la riduzione dal 20 a 10 milioni di euro dell’ammontare massimo del beneficio attribuibile in ciascun periodo d’imposta.Tali modifiche, di ordine sostanziale, entrano in vigore dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (2019 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare).Vengono, inoltre, riscritte, con effetto già dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018, le disposizioni relative agli adempimenti documentali per la spettanza e l’utilizzabilità del credito d’imposta.

Bonus edilizi

È confermato tutto il pacchetto dei bonus edilizi. Resta quindi in vigore fino al 31 dicembre 2019 la detrazione IRPEF del 50% prevista per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio (di cui all’art. 16-bis, comma 1, TUIR), nel limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.Guadagna di un anno anche il bonus mobili, la detrazione IRPEF al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Nel 2019, lo sconto spetta per i lavori iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2018.Resta valido per tutto il 2019 anche il bonus verde, la detrazione IRPEF del 36% istituita dalla legge di Bilancio 2018 per interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato.A seguito della proroga disposta dalla legge di Bilancio 2019, quindi, lo sconto può essere fruito anche per le spese sostenute nel 2019 per:- la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;- la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.Leggi ancheBonus casa: cosa prevede la legge di Bilancio 2019

Ecobonus

Proroga al 31 dicembre 2019 anche per l’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica delle singole unità immobiliari (come previsto dalla legge di Bilancio 2017, per gli interventi alle parti comuni degli edifici condominiali o per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio, invece, le agevolazioni resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2021).Anche nel 2019 , lo sconto è pari al 50% per le spese relative agli interventi di:- acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;- acquisto e posa in opera di schermature solari;- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A (prevista dal regolamento UE n. 811/2013) o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.Per le caldaie a condensazione si potrà usufruire della detrazione del 65% nel caso in cui, oltre ad essere almeno in classe A, siano dotate di sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02).È confermata invece l’aliquota della detrazione al 65% per le spese sostenute per:- l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti e fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro (per beneficiare della detrazione è necessario che gli interventi effettuati portino a un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%);- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;- l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Voucher innovation manager

Per le PMI, singole o in rete, viene introdotta una nuova misura agevolativa finalizzata a spingere gli investimenti in innovazione e tecnologie digitali.In particolare, per i due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018, alle micro e piccole imprese (come definite dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione), è attribuito un contributo a fondo perduto, nella forma di voucher, per l’acquisto di prestazioni consulenziali di natura specialistica finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. Il contributo è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 euro. Alle medie imprese, come definite dalla raccomandazione n. 2003/361/CE, il contributo è riconosciuto in relazione a ciascun periodo d’imposta in misura pari al 30% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25.000 euro.In caso di adesione a un contratto di rete, avente nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 e di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, il contributo è riconosciuto alla rete in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo complessivo di 80.000 euro. I contributi sono erogati in conformità al regolamento (UE) 1407/2013 relativo agli aiuti de minimis e vengono concessi subordinatamente alla sottoscrizione di un apposito contratto di servizio di consulenza tra i soggetti beneficiari e le società o manager in possesso di adeguati requisiti di qualificazione ed iscritti in un apposito elenco che sarà istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico.I requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi dovranno essere fissati con apposito decreto ministeriale, da emanarsi entro i primi di aprile 2019 (90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2019) e che deve definire anche l’eventuale riserva di una quota delle risorse da destinare prioritariamente alle micro e piccole imprese e alle reti di impresa.Leggi anche Voucher innovation manager variabile in base alle dimensioni dell’impresa

Sabatini ter

Viene previsto il rifinanziamento della Sabatini ter, la misura a favore delle micro, piccole e medie imprese che prevede l’erogazione di contributi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico a copertura di parte degli interessi su finanziamenti, sia bancari che in leasing, finalizzati ad investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti “Industria 4.0.Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 480 milioni di euro, di cui una quota del 30% è riservata agli investimenti in tecnologie digitali (che beneficiano del contributo maggiorato del 3,575%). I fondi che, alla data del 30 settembre di ciascun anno, non risulteranno utilizzati per la predetta riserva rientrano nella disponibilità della misura.Leggi ancheSabatini ter: la legge di Bilancio 2019 prevede nuovi fondiUlteriori rifinanziamentiNuove risorse anche per i contratti di sviluppo. Lo stanziamento previsto è pari 1,1 milioni di euro per l’anno 2019, 41 milioni di euro per l’anno 2020 ed a 70,4 milioni di euro per l’anno 2021.Per il finanziamento degli interventi destinati alla riconversione e riqualificazione produttiva delle aree di crisi complessa e per le altre tipologie di aree di crisi, è inoltre incrementata di 100 milioni di euro per l’anno 2019 e di 50 milioni di euro per l’anno 2020 la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile. Viene inoltre disposto lo stanziamento di ulteriori 90 milioni per il 2019 e di 20 milioni per il 2020 per il potenziamento del Piano straordinario per la promozione del Made in Italy (alla cui attuazione provvede l’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e l’attrazione degli investimenti in Italia.

Resto al Sud

Viene ritoccata la disciplina della misura Resto al Sud, lo strumento agevolativo a sostegno della nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno (AbruzzoBasilicataCalabriaCampaniaMolisePugliaSardegna e Sicilia).Una prima modifica amplia la platea dei potenziali soggetti destinatari della misura, elevando da 35 a 45 anni l’età massima degli stessi. Con una seconda modifica, invece, viene disposta l’estensione delle agevolazioni anche ai liberi professionisti. Viene inoltre precisato che la costituzione delle imprese nella forma di impresa individuale o società (incluse le società cooperative) è obbligatoria ai fini della concessione delle agevolazioni, ad eccezione delle attività libero-professionali, per le quali è richiesto esclusivamente che i soggetti presentanti le istanze, nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione, non risultino titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta.

Start up innovative

Potenziati, per il solo anno 2019, gli incentivi fiscali per i soggetti che investono in start up innovative. In particolare, viene disposto che, per l’anno 2019, le aliquote sia della detrazione IRPEF sia della deduzione IRES di cui ai commi 1, 4 e 7 dell’articolo 29 del D.L. n. 179/2012 sono incrementate dal 30 al 40%. Nei casi di acquisizione dell’intero capitale sociale di start up innovative da parte di soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società, diversi da imprese start up innovative, le predette aliquote sono incrementate, per l’anno 2019, dal 30% al 50%, a condizione che l’intero capitale sociale sia acquisito e mantenuto per almeno 3 anni. L’efficacia di tali novità è soggetta all’autorizzazione della Commissione europea.

Sport bonus

Viene riproposto lo sport bonus, il credito d’imposta spettante per le erogazioni liberali in denaro per gli impianti sportivi pubblici.Secondo la nuova formulazione dell’agevolazione dettata dalla legge di Bilancio 2019, lo sport bonus spetta ai privati per le erogazioni liberali in denaro effettuate nel corso dell’anno 2019 finalizzate ad interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche, anche nel caso in cui le stesse siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari degli impianti medesimi.Il credito d’imposta è pari al 65% dell’importo erogato nell’anno 2019 e non è cumulabile con altre agevolazioni previste da disposizioni di legge a fronte della stessa liberalità. Il bonus spettante è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 20% del reddito imponibile e ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui.Il credito d’imposta dovrà essere ripartito in 3 quote annuali di pari importo e, per i titolari di reddito d’impresa, sarà utilizzabile in F24 tramite compensazione e non rileverà ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.Il bonus non è soggetto né al limite di utilizzo annuale di 250.000 euro previsto dall’art. 1, comma 53, della legge Finanziaria 2008, né al limite generale di compensazione pari a 700.000 euro annui, previsto dall’art. 34 della legge Finanziaria 2001.È demandato ad un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto col Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio (1° gennaio 2019), il compito di individuare le disposizioni applicative necessarie all’utilizzo del credito di imposta.

Card cultura per i diciottenni

Confermata la card cultura (o bonus cultura) per i diciottenni.Il bonus è assegnato a tutti i residenti nel territorio nazionale in possesso, ove previsto, di permesso di soggiorno in corso di validità, che compiono 18 anni di età nel 2019.La carta (elettronica), nel rispetto del limite massimo di spesa di 240 milioni di euro, è utilizzabile per:- acquistare biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo;- acquistare libri;- acquistare musica registrata;- acquistare titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali;- corsi di musica, di teatro o di lingua straniera. Le somme assegnate con la Carta non costituiscono reddito imponibile del beneficiario e non rilevano ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente. È demandato ad un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio (1° gennaio 2019), il compito di definire gli importi nominali da assegnare nell’ambito delle risorse disponibili nonché i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della Carta.

Tax credit edicole

Per gli anni 2019 e 2020, viene istituito uno specifico credito di imposta a favore esercenti di attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici.L’agevolazione può essere fruita anche dagli esercenti attività commerciali non esclusivi (così come individuati dall’articolo 2 comma 3 del D.Lgs. n. 170/2001), a condizione che la predetta attività commerciale rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento.Il bonus, riconosciuto nel limite di spesa di 13 milioni di euro per l’anno 2019 e di 17 milioni di euro per l’anno 2020, è parametrato agli importi pagati a titolo di IMU, TASI, COSAP e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima attività di vendita di giornali, riviste e periodici al dettaglio (nonché altre eventuali spese di locazione o ad altre spese individuate con il decreto interministeriale di attuazione, anche in relazione all’assenza di punti vendita della stampa nel territorio comunale) e spetta per un importo non superiore a 2.000 euro. Il credito d’imposta, riconosciuto in de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1407/2013, è utilizzabile esclusivamente in compensazione (ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997) mediante F24.

Credito di imposta per l’acquisto di prodotti riciclati

Al fine di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e della lavorazione di selezione e di recupero dei rifiuti solidi urbani, in alternativa all’avvio al recupero energetico, nonché al fine di ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi e il livello di rifiuti non riciclabili derivanti da materiali da imballaggio, a tutte le imprese viene riconosciuto, per ciascuno degli anni 2019 e 2020, un credito d’imposta nella misura del 36% delle spese sostenute (e documentate) per gli acquisti di:- prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica;- imballaggi biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:2002 o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio. Il credito d’imposta viene concesso fino a un importo massimo annuale di euro 20.000 per ciascun beneficiario, nel limite massimo complessivo di un milione di euro annui per gli anni 2020 e 2021.Il bonus:- deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento;- non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’IRAP;- non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR;- non è soggetto al limite di cui al comma 53 dell’articolo 1 della legge n. 244/2007.Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997, a decorrere dal 1° gennaio del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli acquisti dei suddetti prodotti agevolabili. Ai fini della fruizione del credito d’imposta, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.È demandato ad un decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio (1° gennaio 2019), il compito di definire i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare la natura ecosostenibile dei prodotti e degli imballaggi secondo la vigente normativa europea e nazionale, nonché i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, anche al fine di assicurare il rispetto dei limiti di spesa annui previsti.

Credito di imposta per le erogazioni liberali per interventi su edifici e terreni pubblici

È previsto un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018, per interventi su edifici e terreni pubblici, sulla base di progetti presentati dagli enti proprietari, ai fini della bonifica ambientale, compresa la rimozione dell’amianto dagli edifici, della prevenzione e risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e il recupero di aree dismesse di proprietà pubblica.Il beneficio, da ripartire in 3 quote annuali di pari importo, spetta anche qualora le erogazioni liberali siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto degli interventi. Il credito d’imposta, pari al 65% delle erogazioni effettuate, è riconosciuto: – alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 20% del reddito imponibile; – ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa il bonus è utilizzabile solo in compensazione e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP. Inoltre, non si applicano i limiti all’utilizzo in compensazione di 700.000 euro, di cui alla Legge n. 388/2000, e quello annuale di 250.000 euro, di cui all’articolo 1, comma 53, della Legge n. 244/2007.Le modalità attuative saranno definite da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio (1° gennaio 2019).

Contributi editoria

Viene disposta la soppressione, a decorrere dal 1° gennaio 2020, dei contributi alle imprese radiofoniche private che svolgono attività di informazione di interesse generale.Viene inoltre prevista la progressiva riduzione fino all’abolizione dei contributi diretti concessi (ai sensi dell’art. 2, comma 1, del D.Lgs. 70/2017) alle seguenti categorie di imprese editrici di quotidiani e periodici:- imprese editrici costituite come cooperative giornalistiche che editano quotidiani e periodici;- imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperativefondazioni o enti morali non aventi fini di lucro, limitatamente a un periodo di 5 anni dalla data di entrata in vigore della Legge 198/2016;- enti senza fini di lucro, ovvero imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da essi interamente detenuto.In particolare, a ciascuna impresa editoriale l’importo complessivamente erogabile è ridotto:- per l’annualità 2019, del 20% della differenza tra l’importo spettante in base alla normativa vigente e 500.000 euro;- per l’annualità 2020, del 50% della differenza tra l’importo spettante in base alla normativa vigente e 500.000 euro;- per l’annualità 2021, del 75% della differenza tra l’importo spettante in base alla normativa vigente e 500.000 euro.A decorrere dal 1° gennaio 2022, le suddette categorie di imprese editrici non hanno più diritto ai contributi.

Bonus pubblicità

Viene specificato che il bonus pubblicità – il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, istituito dall’articolo 57-bis del D.L. n. 50/2017 e disciplinato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 maggio 2018, n. 90 – viene concesso ai sensi e nei limiti del regime “de minimis” di cui ai regolamenti (UE) n. 1407/2013, n. 1408/ 2013 e n. 717/2014.

Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia

Viene modifica ed estesa, ai periodi di imposta 2019 e 2020, la disciplina relativa alla Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia (recata dall’art. 46 del D.L. 50/2017).In particolare, viene disposto che le agevolazioni previste dalla normativa vigente siano riconosciute anche alle imprese che intraprendono una nuova iniziativa economicaall’interno della stessa zona franca urbana (ZFU) entro il 31 dicembre 2019 (ad esclusione delle imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica che alla data del 24 agosto 2016 non avevano la sede nei territori colpiti).Viene inoltre demandata all’INPS l’emanazione (entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio) di provvedimenti volti a disciplinare le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni.

Venture Capital

Si istituisce un Fondo di sostegno al Venture Capital con una dotazione di 30 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 e di 5 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2025, per sostenere la sottoscrizione da parte dello Stato, tramite il Ministero dello Sviluppo Economico, di quote o azioni di fondi di Venture Capital o di fondi che investono in fondi di Venture Capital.Al fine di semplificare e rafforzare il settore del venture capital e il tessuto economico-produttivo del Paese, viene altresì previsto che il Ministero dello sviluppo economico possa autorizzare la cessione, a condizioni di mercato, da parte di Invitalia, di una quota di partecipazione, anche di controllo, detenuta nella società di gestione del risparmio Invitalia Ventures SGR S.p.A. – Invitalia SGR, nonché di una quota di partecipazione in fondi da essa gestiti. È attribuito alla Cassa depositi e prestiti S.p.A. – in qualità di Istituto nazionale di promozione – il diritto di opzione per l’acquisto della quota di partecipazione azionaria in Invitalia SGR nonché della quota di partecipazione in fondi da essa gestiti.Vengono inoltre introdotte alcune innovazioni alla disciplina del “Fondo imprese Sud” di cui all’articolo 1, commi 899 e 900 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018).In particolare, viene rimosso il vincolo che l’investimento nel capitale di ciascuna impresa target sia finanziato per almeno il 50% da risorse apportate da investitori privati indipendenti individuati attraverso una procedura aperta e trasparente (la predetta percentuale sarà definita nel regolamento di gestione del Fondo).Con una seconda modifica, viene eliminato il limite che l’investimento del Fondo in fondi privati di investimento mobiliare chiuso (OICR) non possa superare il 30% della consistenza complessiva dei predetti fondi (anche in questo caso la definizione della percentuale è rimessa al regolamento di gestione del Fondo).Viene disposto, infine, che lo stanziamento di 200 milioni euro di cui alla CIPE n. 14 del 18 febbraio 2018, assegnate con decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 7 maggio 2018 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 227 del 29 settembre 2018) ad Invitalia per la costituzione, unitamente a eventuali ulteriori risorse finanziarie proprie, di un apposito fondo di reindustrializzazione, denominato “Italia Venture III”, già affidato in gestione a Invitalia SGR con il medesimo decreto, sono assegnate al Ministero dello sviluppo economico.

Raccolta capitali on line

Si interviene sulla disciplina relativa ai portali per la raccolta di capitali on-line da parte delle piccole e medie imprese, estendendone l’operatività alla raccolta di finanziamenti tramite strumenti finanziari di debito, riservando la sottoscrizione a specifiche categorie di investitori.

Analisi del contesto e dei rischi Sigma sei

Abbiamo creato una metodologia integrata per l’analisi del contesto e dei rischi/opportunitàrichiamata da varie norme su base volontaria (modelli di governance 231/2001 sistemi di gestione ISO 9001:2015  e 9004:2018 qualità,14001:2015 ambiente, 45001:2018 sicurezza, 37001:2016 prevenzione corruzione  e GDPR 676/16 /27001/privacy, SA 8000 etica.

Se vuoi gestire i rischi e le opportunità di miglioramento la nostra metodologia te la trasmettiamo con la formazione gratuita dei fondi interprofessionali.

Bonus formazione 4.0

Bonus formazione 4.0

Un anno in più anche per il bonus formazione 4.0, ossia il credito di imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale industria 4.0, di cui all’art. 1, commi da 46 a 55, della Legge di Bilancio 2018.

Con la legge di Bilancio 2019, infatti, si estende l’applicazione dell’incentivo alle spese di formazione sostenute nel periodo di imposta successive a quello in corso al 31dicembre 2018 (quindi, nell’anno 2019 per le imprese con periodo di imposta coincidente con l’anno solare).

Rispetto alla disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2018, viene introdotta una differenziazione dell’agevolazione in funzione della dimensione dell’impresa.

Pertanto, nel 2019, il credito di imposta compete nella misura del:

– 50% delle spese ammissibili, per le piccole imprese;

– 40% delle spese ammissibili, per le medie imprese;

– 30% delle spese ammissibili, per le grandi imprese.