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Riforma Fallimento 2019 come funziona 


Il testo della Riforma fallimentare o Codice della crisi d’impresa è stato pubblicato nellaGazzetta Ufficialedel 14 febbraio scorso.

Come funziona e quali aspetti sono importanti da rilevare?

Innanzitutto la Riforma fallimentare 2019 scommette decisamente sui tempi: anticipando la crisi, se effettivamente presente, ma anche accelerando e snellendo la procedura. 

Il senso profondo della Riforma sta proprio nell’accelerazione dell’iter, oltre che nella semplificazione, lo snellimento, e la tutela per le imprese.

Come? Ecco alcuni dati.

Innanzitutto, il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenzadefinisce presupposti soggettivi ed oggettiviben delineati in merito al fallimento.

I presupposti soggettivi in sostanza definiscono chi può fallire. 

Esistono infatti alcune eccezioni al fallimento, rappresentate dal possesso di tutti questi requisiti nei tre anni precedenti all’istanza di fallimento:

  • aver avuto un attivo patrimoniale inferiore a trecentomila euronei tre anni anteriori alla data di deposito dell’istanza di fallimento; 
  • aver avuto nello stesso termine ricavi lordi annuali non superiori a duecentomila euro;
  • avere debiti anche non superiori per un ammontare inferiore a cinquecentomila euro

In sostanza, chi dimostra di rientrare congiuntamente in questi tre casi, sebbene imprenditore commerciale, non verrà dichiarato fallito. 

Il presupposto oggettivo è invece lo stato di insolvenza  che deve rappresentare unasituazione patologica dell’impresa: con ilD.Lgs numero 169 del 2007 si stabilisce in merito che, ai fini della dichiarazione di fallimento, l’ammontare dei debiti scaduti ed insoluti non possa essere inferiore ai trentamila euro.

Le novità salienti della Riforma fallimentare

  • Come ho già avuto modo di sottolineare nel mio precedente articolo, innanzitutto è la parola stessa a cambiare: in realtà non si parla più di fallimento ma di liquidazione giudiziale.
  • Vengono introdotti glialert, un sistema di allerta per individuare le cause del malessere economico e finanziario dell’impresa e, nella migliore delle ipotesi, evitare quello che ora si chiama “fallimento”. Il fulcro di questo alert di crisi è un organismo istituito presso ciascuna camera di commercio che nominerà un collegio composto di tre esperti (rappresentanti del tribunale, delle associazioni di categoria e della camera di commercio) e che, su istanza del debitore, dovrà provvedere a una soluzione concordata della crisi entro sei mesi al massimo. 
  • Si prevede l’istituzione di un albodei soggetti destinati  a svolgere, su incarico del tribunale, le funzioni di gestione e controllo nell’ambito delle procedure concorsuali con relativa indicazione di requisiti di professionalità, esperienza e indipendenza necessari. 
  • La riforma ha riscritto completamente la disciplina dell’esercizio provvisorio, vale a dire la possibilità dell’ufficio fallimentare di continuare l’attività di impresa del fallito durante la procedura fallimentare.

PMI innovative fallimento

Per le PMI innovative o start-up ci sono ulteriori specifiche.

Infatti, non può dichiararsi il fallimento della start-up entro i 5 anni dall’iscrizione nella sezione speciale start-up innovative. L’eventuale crisi di questo tipo di società si risolve solo con l’accordo di composizione e con la liquidazione dei beni.

Le ragioni di questa deroga sono esplicitate nella Relazione illustrativa del Decreto Sviluppo che motiva la scelta sulla base “dell’elevato rischio economico assunto da chi decide di fare impresa investendo in attività ad alto livello di innovazione”.

Codice Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: entrata in vigore

É particolarmente complessa l’entrata in vigore del Codice:  alcuni articoli saranno operativi dal prossimo 16 marzo, ma il grosso del provvedimento entrerà in vigore solo dal 15 agosto 2020.

Fra gli articoli che entreranno in vigore da marzo, che sono comunque in numero inferiore rispetto al più considerevole numero di atti in vigore dal 2020, ci saranno:

  •  quello che stabilisce la competenza deitribunali
  •  il nuovo albo dei soggetti che, su incarico del tribunale, svolgeranno le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore
  •  l’area web per la notifica degli atti.